Avete mai pensato all’esistenza di una correlazione fra ansia e problemi intestinali?

La ricerca scientifica ha cercato di rispondere a queste domande, dimostrando che gli stimoli ambientali che provocano ansia e depressione, possono perturbare l’asse microbioma-intestino-cervello e modificare sia il nostro umore-comportamento, che causare uno squilibrio nel microbioma intestinale (disbiosi). È stato dimostrato come valido anche il contrario: le alterazioni del microbioma intestinale possono determinare la comparsa o accentuare sintomi quali ansia e depressione. Esiste quindi una stretta correlazione fra microbioma e cervello: intervenire su una componente può portare benefici significativi alla seconda, e viceversa.

Numerosi studi, condotti nell’uomo o nell’animale, confermano il ruolo chiave della disbiosi in queste disturbi dell’umore: se curata adeguatamente i disturbi ansioso-depressivi possono migliorare.

I meccanismi di tali effetti sono ancora da chiarire, data la complessità degli elementi in gioco, in cui compare il sistema immunitario, i neurotrasmettitori e altre sostanze prodotte dal microbioma.

L’idea che diverse componenti del nostro organismo siano in così stretta comunicazione bidirezionale ci dovrebbe far pensare al nostro corpo come a un “tutt’uno”, che dobbiamo imparare a rispettare nella sua totalità.