Nell’intestino è racchiusa una rete di neuroni che ha molto in comune con quella del sistema nervoso centrale, si tratta del cosiddetto sistema nervoso enterico, o SNE. Il SNE controlla le tutte funzioni intestinali, tra cui i suoi movimenti, l’equilibrio della mucosa e del microbioma, la risposta immunitaria e l’assorbimento dei nutrienti. Queste funzioni devono essere controllate finemente e il SNE assolve a questo compito anche senza l’intervento del sistema nervoso centrale (SNC).

Si direbbe che il nostro cervello, che controlla direttamente tutte le altre funzioni del nostro corpo, avesse “delegato” al SNE il controllo dell’intestino. I due “cervelli” comunicano tra loro continuamente. In particolare il SNC riceve segnali più di quanti ne invia e quindi è soprattutto il secondo cervello, a “disturbare” il fratello maggiore. Il SNE, infatti, invia segnali al cervello per il controllo dei movimenti di esofago e stomaco, oppure fa sì che il cervello ci faccia provare sensazioni come nausea, gonfiore o sazietà.

Quando il corpo è in salute i due sistemi sono perfettamente coordinati e tutto funziona, ma quando è in corso una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale, anche il nostro intestino ne risente, proprio in virtù di questa influenza reciproca. Le malattie neurodegenerative, come Parkinson e Alzheimer, o i disturbi del neurosviluppo, come l’autismo, sono spesso accompagnate da disfunzioni del SNE e dell’intestino.

Il microbioma, l’insieme di microrganismi che popola il nostro intestino, ha, a sua volta, una grande influenza sul SNE e sul cervello. Un disequilibrio della flora intestinale può, infatti, avere effetti negativi sul sistema nervoso. I meccanismi alla base di questi fenomeni non sono ancora del tutto chiari, tuttavia è molto importante fare ricerca per conoscere i dettagli del funzionamento dell’asse cervello-SNE-microbioma in modo da curare sempre meglio le malattie che coinvolgono questi importanti sistemi.